29/04/10 - L’avvocato di un gruppo di Pakistani legati ad Al Qaeda arrestati per traffico di eroina all’aeropor
L’avvocato di un gruppo di Pakistani legati ad Al Qaeda arrestati per traffico di eroina all’aeroporto di Napoli: la mia lotta a difesa dei sospettati di terrorismo
Alexandro Maria Tirelli, uno dei più noti avvocati in Italia ci parla delle contraddizioni delle leggi sul terrorismo
Qual è il confine tra diritto alla sicurezza e diritti degli imputati nell’era dell’emergenza antiterroristica? Alexandro Maria TIRELLI, 40 anni, è l’avvocato italiano di alcuni imputati eccellenti accusati di terrorismo internazionale (art. 270 bis c.p.). Ha curato la difesa di alcuni ex imam recentemente liberati dal, rinchiusi in seguito al decreto di espulsione bloccati dalla Corte europea dei diritti dell’uomo. Oggi al centro dei processi il caso dei 4 pakistani indagati dalle polizie di mezza Europa. Le polemiche politiche attorno ai suoi casi non sono cessate.
Avvocato, alcuni politici tra cui l’ex ministro Maroni sostengono che ora c’è il rischio di avere alcuni pericolosi terroristi a piede libero.
Senta: i famosi 4 pakistani, sono stati assolti con formula piena dalla Corte d’Assise di Milano. Non c’è stata in tutto il dibattimento una sola intercettazione che autorizzasse l’ombra di un sospetto. E anche il materiale propagandistico ritrovato valeva zero dal punto di vista probatorio. Alla fine, tanta era la pochezza dell’accusa, anche il Pm ha chiesto l’assoluzione per i miei assistiti.
Sono stati dichiarati innocenti, d’accordo. Ma lei si è anche opposto anche all’espulsione. Perché?
Vede, io non sono un ingenuo: la lotta al terrorismo richiede mezzi forti, ma il decreto Pisanu, più che un mezzo forte, è un mezzo violento e anticostituzionale. Basti pensare che il ministro può rifiutarsi di produrre le carte che giustificano l’espulsione fino a due anni dal provvedimento. Due anni in cui tutte le persone cui si applica il decreto, anche se innocenti, vengono rispedite nei Paesi d’origine, marchiate come sospetti terroristi. Un rischio terribile in un’area del mondo dove la tortura è pratica diffusa. Questo ha riconosciuto la Corte europea dei diritti dell’Uomo. E poi devo dire una cosa, la più scandalosa.
Dica.
Dal punto di vista della sicurezza il decreto Pisanu è addirittura controproducente. Arriva a sottrarre all’autorità giudiziaria la facoltà di esprimersi sul provvedimento di espulsione emanato dal Viminale. Sa che cosa significa? Che le procure, anche quando stanno facendo delle indagini sull’uomo più pericoloso della terra, si possono vedere sottratte da un momento all’altro il diritto a indagare. Anni di lavoro che vanno in fumo! Èquesta la sicurezza cui pensano?
È così difficile fare l’avvocato di imputati di terrorismo internazionale nell’epoca post 11 settembre?
Certo che è difficile. Perché qualsiasi cittadino che oggi sia raggiunto da un semplice sospetto di terrorismo, è automaticamente considerato colpevole. Per responsabilità anche di un ceto politico italiano immaturo e cinico che tende a sovrapporsi alle questioni giuridiche per calcoli di bottega. Per farle un esempio: quando hanno assolto l’imam di Varese, Roberto Maroni si è scagliato contro la sentenza sostenendo che ora avremo un predicatore d’odio a piede libero. Ma, dico, ha letto le carte del processo, Maroni? No di certo, le garantisco. E sa perché è intervenuto? Il mio sospetto è che alcuni politici vogliano solo speculare sulle paure della gente. Per autolegittimarsi nel loro ruolo di censori della società multietnica, di nemici del terrorismo islamico. È veramente ridicolo.
Guantanamo. Leggi eccezionali. Guerra al terrore. Qual è il confine da non oltrepassare nei sistemi democratici?
Qualunque fenomeno terroristico non può essere sconfitto dalle leggi d’emergenza, è chiaro. E anche la repressione penale, che pure è necessaria, non deve mai spostarsi sul piano della repressione culturale delle idee. In questi anni, l’errore più grave degli Stati Uniti è stato quella di aver fatto la guerra al crimine, senza accorgersi che il crimine non si combatte con i cannoni, ma con le indagini, la polizia, l’intelligence, la politica. I danni si vedono ora: quanti anni ci metteranno a recuperare la credibilità internazionale che hanno perduto? Siamo forse più sicuri di cinque anni fa?
Parlane con l’avvocato TIRELLI. Studio legale a Napoli Roma Milano e Genova (www.tirelli-legal.com)
Carlo Scarfoglio
Napoli, 5 agosto 2009